giovedì, 11 giugno 2009,09:40

Chiuse gli occhi e immaginò un prato con tanti fiori colorati. Era primavera. L'odore della campagna le solleticava il suo bel nasino; le farlalle gialle volavano leggere e sfioravano i suoi soffici e dorati capelli.

E un gatto bianco e nero le corse in contro leggiadro come un leopardo. Tutto intorno le colline erano ricoperte da un fitto bosco. Gli scoiattoli e le lepri gironzolavano qua e là, e ogni tanto ne scorgeva uno che faceva capolino con la coda a spazzola. Era sdraiata sul prato con una violetta e una margherita che le facevano da testimoni. 

Il gatto, che si chiama Carlino, con aria trasognata le venne incontro e si appallottolò vicino a lei, facendo le fusa e cercando la sua mano per le coccole da micio. donna-e-gatto

Aveva gli occhi chiusi la piccola donna e si sentiva libera. Libera dal mondo esterno. Ad un tratto sentì il profumo della terra misto a quello dell'erba di campo e un vento lieve dalla fragranza di mare rinfrescarle il viso.  Aprì gli occhi e una nuvola sola soletta a forma di savonette si fermò sopra di lei. Era bianca, sembrava di panna montata e tutto attorno vi era l'azzurro del cielo, così azzurro che ti ci perdi, se non fosse per la nuvoletta che le sorrideva da lassù.

Il gatto Carlino ad un tratto disse :  "siamo liberi! Possiamo riposarci quitanto non ci troveranno mai!".

La bimba dagli occhi azzurri, ma cosi azzurri che ci si può perdere, se non fosse per  quella luce nascosta che brillava dentro, si addormentò come da tanto tempo non faceva nel mondo dei non liberi.

fin

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