venerdì, 09 ottobre 2009,13:24
9 ottobre 2009 - Il premio Nobel per la pace 2009 è stato conferito al presidente degli Stati Uniti Barack Obama "per i suoi sforzi straordinari volti a rafforzare la diplomazia internazionale e la cooperazione tra i popoli".  Nessun impegno invece per fermare gli orrori e le vittime delle due terribili e lunghissime guerre in Iraq e in Afghanistan.

Secondo la rivista francese Navires & Histoire N°55 di Agosto 2009, le truppe statunitensi avrebbero subito, dall'inizio della guerra all'Iraq al 6 luglio 2009: 6926 soldati uccisi (167 suicidi), 66421 mutilati o feriti gravemente (26400 definitivamente fuori combattimento), 26224 sono i disertori e i renitenti. Inoltre il 15% dei soldati di ritorno dall'Iraq o dall'Afghanistan, presentano problemi di tossicodipendenza, soprattutto dall'eroina. A questi numeri vanno aggiunti 451 soldati uccisi e 5901 feriti della coalizione alleata agli USA. Va aggiunto che almeno 4000 soldati inglesi presentano problemi mentali.
Le agenzie dei contractors e dei mercenari hanno subito, su tutti i fronti della `Guerra Totale al Terrore', al 6 luglio 2009, 5076 morti (ufficialmente 962) e 14382 feriti. Di questi morti, 1261 sono statunitensi (ufficialmente 445 e 3307 feriti), spesso presentati come centroamericani.
I camionisti stranieri, uccisi in Iraq, sono 1053 e 1830 feriti, cui vanno aggiunti 157 membri delle Nazioni Unite uccisi e 244 giornalisti.
Bisogna aggiungervi 5981 volontari e civili arabi morti in Iraq.
Gli iracheni hanno avuto 427902 morti entro il 6 luglio 2009: 41877 i soldati e i miliziani uccisi dal 1 maggio 2003 al 6 luglio 2009. I guerriglieri morti in combattimento o per le ferite riportate sono 36581. I civili uccisi dal 1 maggio 2003 al 6 luglio 2009 sono 175634 e altri 173810 a causa delle condizioni generali imposte dalla guerra.
In totale, afferma la rivista francese alla data del 6 luglio 2009, nella guerra e nell'occupazione dell'Iraq sono morti 427902 iracheni.
Dall'ottobre 2001 al 6 luglio 2009 gli statunitensi, i loro alleati e i contractors hanno subito 20124 caduti e 143979 feriti su tutti i fronti della `Guerra Totale al Terrore'.

In Afghanistan, dal 1° ottobre 2001 al 6 luglio 2009, le truppe della coalizione hanno avuto 983 soldati statunitensi caduti (33 suicidi) e 8831 feriti, la coalizione ha subito 632 morti e 6271 feriti.
Dal 1° ottobre 2001 al 6 luglio 2009 sono morti 84473 tra civili, ribelli e militari, afgani e pakistani (5972 soldati pakistani uccisi e 41500 feriti).
Inoltre negli altri teatri della 'Guerra Globale al Terrorismo' le cifre, al 6 luglio 2009 erano le seguenti:
- Yemen, Africa e Filippine: 16613 morti
- nel resto del mondo: 3252 morti
- a causa di attentati: 6998 morti
- Libano/Israele/Palestina (dal luglio 2006 al 6 luglio 2009): 6828 morti
- Somalia (dal novembre 2006 al 6 luglio 2009): 36033 morti
- persone scomparse, arrestate o rapite nel quadro della 'Guerra Globale al Terrorismo' 26286

Totale dei morti a causa della 'Guerra Globale al Terrorismo': 580492 uccisi


Fonte: http://www.spazioforum.net/forum/lofiversion/index.php?t45920.html
giovedì, 26 aprile 2007,09:36
Washington - La Camera dei deputati degli Stati Uniti ha votato una legge che rifinanzia le guerre in Iraq e Afghanistan. Il voto, a maggioranza democratica, ha anche dato una scadenza orientativa alle missioni (o crociate) militari. Entro il 2008 i soldati americani dovrebbero tornare a casa, a meno che non tornino prima dentro le casse ornate di bandiere USA. Ma il signor Bush ha già annunciato che porrà il veto su questa legge. Oggi si voterà in Senato e tutto fa pensare che il congresso, forte della recente vincita elettorale dei democratici, bisserà il volere della Camera. (Leggi l'articolo del Corriere.it per approfondire).

Nel nostro paese una legge tale avrebbe rivoltato un paio di governi mandandoli direttamente a casa, provocando 6 ribaltoni, due tornate elettorali e 1 referendum inutile. Il governo Prodi è entrato in crisi, poco tempo fa, per le questioni di politica estera (cioè di guerra) e probabilmente ci ricascherà presto.
Negli Usa invece il presidente, il capo dello stato, il comandante supremo dell'esercito, che poi sono la stessa persona, può porre il veto su una decisione della maggioranza, che in questo caso fa opposizione, così importante, non solo per le lobby economiche a favore del conflitto, ma soprattutto per le migliaia di vite umane che sono in gioco. Vite umane oramai considerate meno importanti della fame di profitto. E pensare che un governo USA e il suo presidente rischiano di essere cacciati  con una maggiore probabilità per un pompino...

Perciò mi chiedo: come fa una Stato e il suo governo a manifestare l'intenzione di esportare il sistema democratico nei paesi dove la democrazia non esiste, se esso stesso non è un paese democratico?
Possiamo allora suggerire a Bush e ai suoi compagni di merenda, che si stanno mangiando il mondo intero, di annunciare pubblicamente che le guerre USA esportano solamente un modello di democrazia, quello di guerra, finanziato e  eletto democraticamente  dalle potenze  economiche.
mercoledì, 04 aprile 2007,23:50
Il giornalista di Repubblica è stato finalmente liberato. Siamo tutti contenti di questo lieto fine. Abbiamo temuto, come intera nazione, per la sua vita.Fortunatamente è andata bene.
Ho letto tanti articoli e reportage di Mastrogiacomo e lo ritengo un grande cronista e inviato di zone di guerra. Ma bisogna pensare che il suo mestriere è fatto purtroppo anche di questi rischi.
Ora vi spiego perchè.

La sequela di sequestri ed assassini dall'Iraq, dopo anni, si è spostata in Afghanistan. Due paesi distrutti dall'invasione anglo-americana e oggi devastati dalla guerra civile, dove militano sacche di ribelli e milizie occidentali che tentano di mutare i giochi di dominio. Spesso queste fazioni armate, oggi i "talebani", ieri in Iraq gli sciiti, i seguaci di Al Saadr, AlQaeda, sono indirettamente finanziate e fomentate o addirittura inventate dalle politiche occidentali, in modo da creare diversivi per destabilizzare contesti mal visti dai colonizzatori, e anche per costruire moventi per perpetrare i delitti di guerra. Nella maggior parte dei casi sono semplici delinquenti che sfruttano la risorsa del sequestro a scopo di estorsione. Altre volte i delitti sono commessi dagli stesi invasori nello scopo di criminalizzare i talebani che devono necessariamente essere additati come terroristi. Ma lo scenario è ancora più complesso e caotico in questo grande stato perseguitato dalle potenze mondiali da più di un secolo (causa la sua importanza strategica per oleodotti e oppio). Oltre ai militari USA, inglesi, italiani,ecc vi sono forze mercenarie
assoldate dalle multinazionali che hanno investito nell'invasione del paese, le quali milizie contribuiscono all'orrore della guerra in quanto libere di agire indistrurbate.

Mastrogiacomo, come tantissimi altri giornalisti inviati o free lance, sono coscienti di rischiare la vita, perchè rappresentano sempre l'unica fonte di verità osteggiata dagli anglo-americani. Forse il giornalista di Repubblica aveva scoperto qualcosa che non si deve far trapelare al mondo occidentale? O forse si stava avvicinando troppo alla verità? Vi ricordate Giuliana Sgrena? In quel caso gli americani cercarono
direttamente di ammazzare la giornalista del Manifesto perchè era una presenza scomoda...
Inoltre, chissà perchè, quest'ultimo sequestro, l'onda mediatica creatasi attorno, ha celato ai più la notizia della grande offensiva (e strage di innocenti) che gli americani starebbero compiendo ai danni dei talebani e dei civili. Infatti si sa che è partita e niente più. Perciò vengono presi di mira i repoter: elementi potenzialmente destabilizzanti che, una volta sequestrati, possono attirare le attenzioni dei media del mondo.

Non dimentichiamoci che stiamo discutendo nel contesto di un paese flagellato dalle guerre. Dall'inizio della guerra e della colonizzazione americana nel 2001 si contano decine di migliaia di vittime, mezzo milione di profughi, rifugiati nei paesi vicini, in un territorio considerato il più minato del mondo, dove la popolazione vive nella miseria assoluta.
La sensazione che trapela dall'Afghanistan ci suggerisce che i terroristi-talebani siano in stretti contatti con le forze anglo-americane e che i veri talebani in realtà siano uniti con la popolazione in una vera e propria resistenza contro gli invasori.
Mastrogiacomo indagava su questo argomento?

Approfondimento: La distruzione dell'Afghanistan (su disinformazione.it)
Post del 19 marzo 2007